среда, 6 апреля 2011 г.

Produzione orale

Il nostro attuale programma generalmente non fa molta attenzione allo sviluppo di competenze orali: si ritiene che una persona che ha acquisito solide basi di una lingua, possa facilmente acquisire anche la dimensione orale della lingua in poco tempo. Da una parte è vero, lo dice la mia esperienza: nei primi tre anni di università non avevo avuto molte occasioni di parlare italiano e, benché lo conoscessi già bene, c'erano alcune cose tipiche del parlato con cui non avevo mai avuto a che fare. Nell'estate tra il 3o e il 4o anno sono stata a Perugia per un mese per un corso all'Università per stranieri, dove dopo sole due settimane di conversazioni solo ed esclusivamente in italiano, non avevo più difficoltà di spiegarmi. Avendo già acquisito un gran bagaglio di conoscenze grammaticali e lessicali, non mi era costato molto attivarle. Per alcuni miei allievi di oggi che hanno invece "imparato" l'italiano nell'ambiente e quasi esclusivamente dal parlato, è tanto difficile ora cambiare le basi e cominciare a parlare e a scrivere correttamente!
D'altra parte, gli standard europei e il QCER richiedono dagli studenti una notevole competenza orale. I nostri studenti però generalmente non sembrano di avere una grande voglia di parlare. Di solito si cerca di personalizzare gli esercizi comunicativi il più possibile per renderli interessanti e coinvolgenti. Per dire qualcosa in italiano, oltre che conoscere l'italiano bisogna anche avere qualcosa da dire; e la scarsa popolarità di questi esercizi tra gli studenti è spesso dovuta al fatto che non hanno niente da dire perché non sono creativi oppure perché non vogliono rivelare i loro pensieri. Così è il mio gruppo del 2o anno, così sono le mie signore dei corsi di sera, così è purtroppo la maggior parte dei ragazzi delle superiori con cui lavoro.

Il gruppo cui è dedicato questo diario, mi ha stupito oggi per l'ennesima volta.

Stavamo traducendo alcuni piccoli testi presi direttamente da internet (da vari blog italiani) che descrivevano le impressioni che poteva Mosca ad un italiano. (Il nostro tema è: "Mosca e la sua storia, i suoi monumenti, i suoi problemi") Questi testi che uso ormai da 4 anni come materiale supplementare per quest'unità, sono come un indicatore del livello generale di un gruppo. I ragazzi traducevano bene, e invece di commentare i testi in russo, ho cominciato a farlo in italiano; è nata una discussione perché abbiamo scoperto che i due quasi-moscoviti che ci sono Mosca è solo un punto di partenza, mentre invece per gli altri 7 non-moscoviti è piuttosto il punto di arrivo e sono quindi molto contenti di vivere qui e di tutto ciò che li circonda in questa città. Non mi aspettavo che i loro interventi, fatti senza alcuna preparazione, potessero essere così complessi e... grammaticalmente corretti! Mi sono limitata ad incoraggiarli e ad aiutarli quando magari gli mancava una parola, però ho scoperto che, dopo soli 6 mesi di italiano, riescono già a spiegarsi su temi abbastanza difficili, a esprimere i loro pensieri in modo creativo ciò che abbiamo imparato a memoria sul nostro manuale del '68! Secondo me, oggi i ragazzi hanno davveri fatto un salto di qualità.

La creatività nell'usare una lingua è la via che porta ad una piena padronanza di questa lingua; il superamento di barriere psicologiche, di dubbi e di paure, basato su una solida conoscenza di strutture grammaticali è un ottimo segno di sviluppo della competenza di una LS.

Pensando poi al mio gruppo del 2o anno, ripenso anche ai nostri moduli che dicono: tutto dipende dall'insegnante, l'insegnante deve saper organizzare l'interazione tra gli studenti, l'insegnante è responsabile dei progressi degli studenti, se gli studenti non ce la fanno la colpa è sempre dell'insegnante. E invece non è così: io sono la stessa per ambedue i gruppi, anche il programma è lo stesso, ma sembra che fra poco il mio 1o anno supererà il 2o. Colpa dell'insegnante?

P.S. Un ragazzo del primo anno oggi mi ha citato Vasari, e ha detto che si sta studiando la "Storia italiana" a cura di Skazkin, in 3 volumi (un classico nostro).

вторник, 22 февраля 2011 г.

Il piacere della lettura fin dai primi giorni

Già da alcuni anni vedo come l’introduzione di un libro da leggere fin dalle primissime lezioni (dal quinto o sesto incontro) aumenti la motivazione e dia soddisfazione agli studenti, giovani o adulti che siano. Se uno dopo tre settimane di studio di una lingua da zero si dice “Posso già leggere un libro!”, è una ragione in più per continuare ad applicarsi e a superare le prime regole grammaticali che sono assai difficili.

I nostri studenti normalmente amano leggere cose leggere e divertenti (con il nuovo programma allora cercheremo di introdurre nelle nostre letture i principi dell’extensive reading…) Gli piaccono soprattutto libri positivi, che parlano dell’amore, dei cambiamenti per il meglio nella vita, di persone che credono nelle proprie forze. Però spesso non hanno un’opinione personale su ciò che hanno letto (o almeno non la sanno esprimere né in russo né tanto meno in italiano). Questo gruppo invece continua a stupirmi: dopo la lettura di un libro chiedo sempre la loro opinione e ogni volta ricevo almeno 4/5 pareri leggermente diversi (in un gruppo di 10 persone credo che sia già tantissimo).

I libri che abbiamo letto fin qui:

  • Dolomiti
  • Traffico in centro
  • Amore in Paradiso
  • Un giorno diverso

Ora abbiamo cominciato a leggere Fantasmi… anche se non è un libro molto positivo :)

Alcuni temi dei miei studenti

In questi giorni leggevo due temi che gli studenti devono preparare per l’esame.

Il primo, “Le stagioni a Mosca”, basato su un testo del nostro manuale, di solito non è che una piccola adattazione e riduzione dello stesso. Quest’anno invece molti studenti hanno rielaborato in modo molto creativo e personale un testo vecchio che manca proprio di stimoli.

Il secondo tema, “Festa di compleanno”, poteva essere raccontata o al passato (una festa che ho organizzato o alla quale ho partecipato), o al futuro (una festa che organizzerò / cui parteciperò) e doveva basarsi anch’esso su un testo del nostro manuale.

Ecco il testo base:

Ed alcuni temi degli studenti:

1. Slesareva Kristina Tempo

2. Slesareva Kristina Gita


La certificazione CILS livello A1

Per divertirci un po’ ad una lezione normale, senza avvisarli, ho somministrato una prova CILS presente nel rispettivo quaderno (Guerra). I miei studenti non avevano mai fatto compiti del genere e ovviamente non conoscevano la tipologia del test. Ecco i risultati che abbiamo ottenuto:

La continuazione del nostro pecorso: la parte più dura

Eccoci quà a studiare i tempi chiave della lingua italiana uno dopo l’altro: il passato prossimo, il futuro semplice e anteriore, l’imperfetto e il trapassato prossimo. Il significato grammaticale del passato prossimo e dell’imperfetto (che purtroppo non coincide al 100% con i verbi perfettivi ed imperfettivi); la concordanza dei tempi all’indicativo (con l’omissione del futuro nel passato).

понедельник, 14 февраля 2011 г.

La prima perdita

Il 14 febbraio, giorno di San Valentino, si è riunita la commissione per sentire Zubarev Kirill, che non era riuscito a superare la prova d’inverno con il secondo tentativo. Non era prevista una parte orale ma solo una parte scritta: doveva tradurre 15 frasi dal russo all’italiano. Molte di esse sono venute prive di senso, altre con numerosi errori morfosintattici per cui la commissione ha ritenuto opportuno dargli un voto insoddisfacente negandogli automaticamente la possibilità di continuare gli studi alla nostra facoltà. Così il gruppo si è ridotto da 11 a 10 persone.