суббота, 4 декабря 2010 г.

La questione del curriculum

Sono nata come insegnante autonoma, senza curricula prescritti... e continuo ad esserlo anche se adesso formalmente dovrei avere dei vincoli più seri dalla parte dell'Istituzione.

La spiegazione è semplice: nella prima università in cui ho insegnato per 5 anni, un'università molto nota, anche se con un livello di insegnamento di bassissimo livello oramai, non c'era né un curriculum stabilito né un collega che mi potesse spiegare cosa e come dovevo fare. Ho quindi sperimentato tanto! Poveri studenti :) sono consapevole di aver commesso un sacco di errori perché non avevo mai studiato didattica (sono interprete di mestiere, insegnante di vocazione) e perché non avevo mai avuto esperienza con ragazzi di quest'età; però diciamo che la discussione della loro tesi di laurea fatta in due lingue (italiano e russo, ovviamente) non è stata niente male. Un altro discorso è che sono stata fortunata con loro perché erano miti e obbedienti, non obiettavano se gli proponevo qualcosa di nuovo e/o di difficile, non dicevano mai niente ai nostri capi. Erano complici miei, e la ricerca del Metodo è stato il nostro progetto in comune. Devo anche aggiungere che avevano 2-3 anni meno di me... insomma eravamo già amici in quegli anni, e adesso ancora di più! Alla nostra ultima lezione gli ho anche chiesto perdono per tutti i miei errori, dopodiché abbiamo festeggiato insieme la fine di questo nostro strano percorso.

Quindi fin da subito mi sono trovata in una situazione da una parte abbastanza difficile perché non sapevo da dove cominciare, dall'altra parte molto proficua per la mia ricerca personale e per l'arricchimento delle mie capacità "sul campo della battaglia".

Da un anno e mezzo invece lavoro con mio padre. Non avevo mai voluto farlo per evitare quei discorsi spiacevoli che di solito si fanno in questi casi: figliola del padre, una ragazza che non vale niente ecc. ecc. Però alla fine mi sono trovata molto con i nuovi colleghi perché nelle cose di base sono simile al padre, ma in altre sono anche molto diversa (almeno credo).

Per il momento abbiamo un curriculum centrato sulla grammatica e sul lessico (nessun approccio comunicativo, niente giochi e divertimenti per gli studenti; testi a memoria invece e tanti tantissimi esercizi strutturali e traduzioni dal russo all'italiano). E' un programma basato su un manuale russo degli anni '70, "sempre verde" perché, secondo gli italianisti più seri e rispettati, in Russia non hanno ancora scritto un manuale migliore. Non siamo invece pronti ad accettare come base un manuale stampato in Italia perché il metodo è del tutto diverso e secondo noi difficilmente può portare ad una padronanza di lingua a livello professionale alla fine del percorso quadriennale che prevede anche lo studio del linguaggio settoriale economico e del linguaggio specifico del giornalismo politico.

I nostri studenti fanno 4 anni di prima lingua, con 8 ore settimanali; c'è un sistema modulare; il percorso invece si articola in aspetti: italiano generale (8 ore al 1o anno, 6 al 2o, 4 al 3o e 4o); linguaggio della stampa politica (2 ore al 2o anno), linguaggio settoriale economico (4 ore al 3o e al 4o anno). Sostanzialmente in 4 anni si riesce a far imparare grammatica essenziale compreso tutto il congiuntivo e le forme impersonali; gli studenti dovrebbero raggiungere in italiano il livello C1 (se non C2), così come in inglese.

Il curriculum quindi esiste, però sono libera a scegliere i materiali supplementari che mi piacciono al punto che ho introdotto anche un secondo manuale come obbligatorio per tutto il primo anno, Nuovo Progetto italiano 1. Le altre integrazioni che facciamo sono un po' di Extensive reading reso possibile dalla varietà di letture facili stampate dalle case italiane negli ultimi anni, un po' di ascolto con un vecchissimo corso (non so neanche come s'intitola) che parla della famiglia di Paolo Tosi, un po' di video del Progetto, e tanto video autentico al 2o anno per insegnare non solo il linguaggio giornalistico scritto ma anche quello parlato. Così i ragazzi si divertono, la loro motivazione già forte "si nutre", e certamente imparano meglio. Senza trascurare il nostro caro manuale di base, s'intende.

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