пятница, 30 ноября 2018 г.

Italiano e dialetti - dati 2015

Stasera, rileggendo la mia tesi di dottorato '09 in cerca di ispirazione, sono andata a curiosare se l'ISTAT avesse realizzato qualche indagine sociolinguistica dopo il 2006. Mi sembrava proprio di no e di averlo controllato esattamente un anno fa. Eppure ecco cosa ho trovato:


La cosa che più mi ha colpito è che la quota di persone che il processo dell'italianizzazione dell'Italia sembra di aver rallentato il passo, così come pure il processo di estinzione dei dialetti (alcuni studiosi ancora negli anni 1980 davano per scontato la loro prossima morte).
I dialetti quindi tengono ancora, ma come cavolo fanno? 

пятница, 3 июня 2011 г.

TESI pro memoria

1. Invio del questionario:

- versione italiana per imprenditori 28/05/2011 – no. risposte: 9 (03/06/2011);

- versione russa per tutti coloro che hanno mai studiato l’italiano (studenti/ex-studenti e insegnanti) 29/05/2011 – no. risposte 34 (03/06/2011).

2. Intervista ad alcuni imprenditori (se possibile): COMPLICAZIONE: richiesta lettera ufficiale dal relatore. Quando?

3. Studio del QCER. Conculsioni = ? Sillabo!

4. Prova esame Plida Commerciale B2: 4o anno, somministrata 03/06/2011; risultati: ???

5. Analisi curriculum di tedesco (considerato molto valido) e di spagnolo (il più vicino al nostro).

среда, 1 июня 2011 г.

L’ultimo modulo… gli esami sono vicino

Oggi ho chiuso la “ведомость” dell’ultimo modulo (cos’è? è come un registro del gruppo cioè un documento ufficiale dove sono segnate le presenze e i voti ricevuti ad ogni lezione). Ecco la dinamica dei voti medi e dei voti delle prove del gruppo in questione:

№ п/п ФИО студента media 1 prova 1 media 2 prova 2 prova inverno scritta prova inverno orale media 3 prova 3 media 4 prova 4/1 prova 4/2 esame scritto esame orale
1 Бахилкин Антон 9,4 9 9,5 10 10 10 9,1 10 9,2 10 9

2 Ванети Кристина 4,7 3 0,4 1 2 2 2,2 3 0,3 0 1

3 Голубев Андрей 5,8 5 1,8 2 1 6 3,2 4 1,7 4 2

4 Зубарев Кирилл 4,4 3 0,2 1 0 2
5 Карпенко Ангелина 8,5 8 8,3 9 10 10 9 10 8,4 8 10

6 Киселева Александра 8,2 6 8 9 9 9 8 8 7,3 6 8

7 Рощина Валерия 5,4 4 3,6 4 3 5 3,2 3 1,2 2 1

8 Семенова Ольга 4,9 3 3,9 6 4 6 4,1 4 2,7 2 2

9 Слесарева Кристина 8,5 9 9,6 10 10 10 9,2 10 9,5 10 10

10 Соколова Екатерина 7,4 5 7,2 9 8 8 7,9 7 7,2 5 8

11 Трещева Екатерина 8,3 9 9,4 10 10 10 9,1 9 8,8 7 8

TESI ritardo

Qualche giorno fa ho scoperto di essere tragicamente indietro con la tesi. Infatti, oggi (già ieri) dovevo consegnare il secondo compito e non mi sento affatto pronta a farlo. Gli stereotipi hanno comunque ragione: i russi aspettano sempre fino all’ultimo momento, e poi fanno tutto in una notte.

Non succederà però per questo lavoro perché non posso permettermi di compromettere un bel progetto che mi affascina sempre più. Infatti mi sono persa piuttosto tra vari lavoretti che dovevo fare per l’università:

  • il nuovo curriculum per il 1o e il 2o anno;
  • la distribuzione delle ore per l’anno prossimo;
  • la preparazione di prove scritte finali per i miei studenti;
  • un seminario sui progetti innovativi della nostra università imposto dal rettore per i giovani insegnanti;
  • infine, la preparazione di matriali per gli esami (scritto e orale) per il 1o e il 2o anno nonché l’aiuto aiuto aiuto ai colleghi che lavorano con il 1o, 2o e 3o anno in materia degli esami imminenti.

Il curriculum che ho redatto io per il corso base (i primi due anni, 8 ore accademiche a settimana per 36 settimane all’anno) e mio padre per il corso professionale (il 3o e il 4o anno, sempre con lo stesso numero di ore) si distingue già tanto da quello precendente.

1) Abbiamo incluso nel programma tre manuali italiani (Nuovo progetto italiano 1 e 2 dell’Edilingua per il corso base e Viaggio nell’italiano della Loescher per il corso professionale), in questo modo il programma è diventato più carico di contenuti e più diversificato.

2) Nella mia parte ho aggiunto come obbligatorie una ventina di letture facili, un corso da ascoltare a parte e una serie di esercizi che dovranno essere eseguiti a casa sul computer (liberando così il tempo che prima si dedicava alla correzione in classe).

3) Nella parte di mio padre è stata aggiunta la corrispondenza commerciale; le ore al 3o anno sono state chiaramente suddivise in 4 ore di italiano generale, 2 ore di linguaggio dei media e 2 ore di linguaggio settoriale economico.

La mia parte è già stata più o meno collaudata. Per fortuna, i colleghi ora sembra che concordino con me e siano d’accordo di introdurre i cambiamenti a partire dal prossimo anno accademico.

Insomma… una giustificazione ce l’ho :)

среда, 6 апреля 2011 г.

Produzione orale

Il nostro attuale programma generalmente non fa molta attenzione allo sviluppo di competenze orali: si ritiene che una persona che ha acquisito solide basi di una lingua, possa facilmente acquisire anche la dimensione orale della lingua in poco tempo. Da una parte è vero, lo dice la mia esperienza: nei primi tre anni di università non avevo avuto molte occasioni di parlare italiano e, benché lo conoscessi già bene, c'erano alcune cose tipiche del parlato con cui non avevo mai avuto a che fare. Nell'estate tra il 3o e il 4o anno sono stata a Perugia per un mese per un corso all'Università per stranieri, dove dopo sole due settimane di conversazioni solo ed esclusivamente in italiano, non avevo più difficoltà di spiegarmi. Avendo già acquisito un gran bagaglio di conoscenze grammaticali e lessicali, non mi era costato molto attivarle. Per alcuni miei allievi di oggi che hanno invece "imparato" l'italiano nell'ambiente e quasi esclusivamente dal parlato, è tanto difficile ora cambiare le basi e cominciare a parlare e a scrivere correttamente!
D'altra parte, gli standard europei e il QCER richiedono dagli studenti una notevole competenza orale. I nostri studenti però generalmente non sembrano di avere una grande voglia di parlare. Di solito si cerca di personalizzare gli esercizi comunicativi il più possibile per renderli interessanti e coinvolgenti. Per dire qualcosa in italiano, oltre che conoscere l'italiano bisogna anche avere qualcosa da dire; e la scarsa popolarità di questi esercizi tra gli studenti è spesso dovuta al fatto che non hanno niente da dire perché non sono creativi oppure perché non vogliono rivelare i loro pensieri. Così è il mio gruppo del 2o anno, così sono le mie signore dei corsi di sera, così è purtroppo la maggior parte dei ragazzi delle superiori con cui lavoro.

Il gruppo cui è dedicato questo diario, mi ha stupito oggi per l'ennesima volta.

Stavamo traducendo alcuni piccoli testi presi direttamente da internet (da vari blog italiani) che descrivevano le impressioni che poteva Mosca ad un italiano. (Il nostro tema è: "Mosca e la sua storia, i suoi monumenti, i suoi problemi") Questi testi che uso ormai da 4 anni come materiale supplementare per quest'unità, sono come un indicatore del livello generale di un gruppo. I ragazzi traducevano bene, e invece di commentare i testi in russo, ho cominciato a farlo in italiano; è nata una discussione perché abbiamo scoperto che i due quasi-moscoviti che ci sono Mosca è solo un punto di partenza, mentre invece per gli altri 7 non-moscoviti è piuttosto il punto di arrivo e sono quindi molto contenti di vivere qui e di tutto ciò che li circonda in questa città. Non mi aspettavo che i loro interventi, fatti senza alcuna preparazione, potessero essere così complessi e... grammaticalmente corretti! Mi sono limitata ad incoraggiarli e ad aiutarli quando magari gli mancava una parola, però ho scoperto che, dopo soli 6 mesi di italiano, riescono già a spiegarsi su temi abbastanza difficili, a esprimere i loro pensieri in modo creativo ciò che abbiamo imparato a memoria sul nostro manuale del '68! Secondo me, oggi i ragazzi hanno davveri fatto un salto di qualità.

La creatività nell'usare una lingua è la via che porta ad una piena padronanza di questa lingua; il superamento di barriere psicologiche, di dubbi e di paure, basato su una solida conoscenza di strutture grammaticali è un ottimo segno di sviluppo della competenza di una LS.

Pensando poi al mio gruppo del 2o anno, ripenso anche ai nostri moduli che dicono: tutto dipende dall'insegnante, l'insegnante deve saper organizzare l'interazione tra gli studenti, l'insegnante è responsabile dei progressi degli studenti, se gli studenti non ce la fanno la colpa è sempre dell'insegnante. E invece non è così: io sono la stessa per ambedue i gruppi, anche il programma è lo stesso, ma sembra che fra poco il mio 1o anno supererà il 2o. Colpa dell'insegnante?

P.S. Un ragazzo del primo anno oggi mi ha citato Vasari, e ha detto che si sta studiando la "Storia italiana" a cura di Skazkin, in 3 volumi (un classico nostro).

вторник, 22 февраля 2011 г.

Il piacere della lettura fin dai primi giorni

Già da alcuni anni vedo come l’introduzione di un libro da leggere fin dalle primissime lezioni (dal quinto o sesto incontro) aumenti la motivazione e dia soddisfazione agli studenti, giovani o adulti che siano. Se uno dopo tre settimane di studio di una lingua da zero si dice “Posso già leggere un libro!”, è una ragione in più per continuare ad applicarsi e a superare le prime regole grammaticali che sono assai difficili.

I nostri studenti normalmente amano leggere cose leggere e divertenti (con il nuovo programma allora cercheremo di introdurre nelle nostre letture i principi dell’extensive reading…) Gli piaccono soprattutto libri positivi, che parlano dell’amore, dei cambiamenti per il meglio nella vita, di persone che credono nelle proprie forze. Però spesso non hanno un’opinione personale su ciò che hanno letto (o almeno non la sanno esprimere né in russo né tanto meno in italiano). Questo gruppo invece continua a stupirmi: dopo la lettura di un libro chiedo sempre la loro opinione e ogni volta ricevo almeno 4/5 pareri leggermente diversi (in un gruppo di 10 persone credo che sia già tantissimo).

I libri che abbiamo letto fin qui:

  • Dolomiti
  • Traffico in centro
  • Amore in Paradiso
  • Un giorno diverso

Ora abbiamo cominciato a leggere Fantasmi… anche se non è un libro molto positivo :)

Alcuni temi dei miei studenti

In questi giorni leggevo due temi che gli studenti devono preparare per l’esame.

Il primo, “Le stagioni a Mosca”, basato su un testo del nostro manuale, di solito non è che una piccola adattazione e riduzione dello stesso. Quest’anno invece molti studenti hanno rielaborato in modo molto creativo e personale un testo vecchio che manca proprio di stimoli.

Il secondo tema, “Festa di compleanno”, poteva essere raccontata o al passato (una festa che ho organizzato o alla quale ho partecipato), o al futuro (una festa che organizzerò / cui parteciperò) e doveva basarsi anch’esso su un testo del nostro manuale.

Ecco il testo base:

Ed alcuni temi degli studenti:

1. Slesareva Kristina Tempo

2. Slesareva Kristina Gita


La certificazione CILS livello A1

Per divertirci un po’ ad una lezione normale, senza avvisarli, ho somministrato una prova CILS presente nel rispettivo quaderno (Guerra). I miei studenti non avevano mai fatto compiti del genere e ovviamente non conoscevano la tipologia del test. Ecco i risultati che abbiamo ottenuto:

La continuazione del nostro pecorso: la parte più dura

Eccoci quà a studiare i tempi chiave della lingua italiana uno dopo l’altro: il passato prossimo, il futuro semplice e anteriore, l’imperfetto e il trapassato prossimo. Il significato grammaticale del passato prossimo e dell’imperfetto (che purtroppo non coincide al 100% con i verbi perfettivi ed imperfettivi); la concordanza dei tempi all’indicativo (con l’omissione del futuro nel passato).

понедельник, 14 февраля 2011 г.

La prima perdita

Il 14 febbraio, giorno di San Valentino, si è riunita la commissione per sentire Zubarev Kirill, che non era riuscito a superare la prova d’inverno con il secondo tentativo. Non era prevista una parte orale ma solo una parte scritta: doveva tradurre 15 frasi dal russo all’italiano. Molte di esse sono venute prive di senso, altre con numerosi errori morfosintattici per cui la commissione ha ritenuto opportuno dargli un voto insoddisfacente negandogli automaticamente la possibilità di continuare gli studi alla nostra facoltà. Così il gruppo si è ridotto da 11 a 10 persone.

четверг, 23 декабря 2010 г.

Prova orale e risultati finali del 1o semestre

La prova orale d'inverno, come al solito, consisteva nel conversare liberamente con l'insegnante su 3 temi studiati e cioè "I miei studi all'università", "La mia famiglia" e "La mia giornata di lavoro".

Siccome per la prova scritta tre studenti hanno avuto un 10/10, ho preferito lasciarli liberi dalla prova orale, mettendogli "in automatico" (modo di dire nostro, tradotto letteralmente), un 10 anche qui. Tra gli altri studenti abbiamo avuto un 10, un 9 e un 8 (ancora tre voti ottimi), due 6 (buono), un 5 e due 4 (sufficienti), un 2 e un 1 (insufficienti).

La valutazione più o meno alta si basava soprattutto sul numero degli errori: il contenuto di tutte le risposte era pragmaticamente corretto perché gli studenti avevano capito bene cosa gli si chiedesse e si erano preparati secondo le proprie capacità. I problemi dei due studenti che hanno preso il voto insufficiente si possono caratterizzare come:
- scarsa conoscenza delle fondamentali strutture grammaticali,
- povertà di vocabolario,
- difficoltà a comprendere le domande dell'insegnante (interazione lenta, incomprensione),
- inesattezza nel rispondere,
- assenza di logica nel discorso monologo.
I due avranno la possibilità di rifare la prova due volte dopo le vacanze (probabilmente il 24 e il 31 gennaio), la prima volta davanti a me, la seconda volta (se necessario) davanti ad una commissione di 2/3 professori. Nel caso di un esito negativo, non potranno più continuare i loro studi alla nostra facoltà.

Per quanto riguarda la calcolazione dei voti finali, dovrei forse raccontare qui il nostro sistema di voti.
Dunque, a differenza da tutte le altre università russe, abbiamo un sistema di voti che va da 0 a 10 (0-3 insufficiente, 4-5 sufficiente, 6-7 buono, 8-10 ottimo). Le percentuali del lavoro svolto si traducono in voti nel modo seguente:
45-49% : 1
50-54% : 2
55-59% : 3
60-64% : 4
65-69% : 5
70-74% : 6
75-79% : 7
80-84% : 8
85-89% : 9
90-100% : 10
Ogni lezione devo non solo notare la presenza o assenza degli studenti ma anche valutare il grado della loro preparazione e la loro partecipazione alla lezione. Se uno studente è assente, prende uno zero. La media di questi voti viene presa in considerazione nella calcolazione del voto finale di cui costituisce il 30%.
Nel corso di ogni modulo scriviamo almeno 2 lavori di controllo che vengono considerati a parte ("controlli di modulo") e la loro media costituisce un altro 30% del voto finale.
Così la media delle due prove finali (orale + scritta) costituisce soltanto il 40% del voto finale. In pratica vuol dire che se non hai fatto niente durante il modulo, per passare devi avere una media di 10 per la prova finale (il 40% di 10 uguale 4). A volte si verifica una strana situazione in cui uno può aver superato la prova finale, ma avere un voto finale insufficiente. Così a gennaio due ragazzi dovranno presentarmi tutto il materiale che non hanno studiato del tutto durante il modulo o per cui hanno avuto voti negativi. Questo sarà il nostro recupero.

Intanto a parte gli auguri di buon anno e di buon Natale ho dato agli studenti un compito affinché non dimenticassero l'italiano nel lungo periodo delle vacanze (la prossima volta ci vedremo solo il 17 gennaio). Saranno esercizi di ripasso, ma anche di fissaggio (passato prossimo), un po' di ascolto (qualche lezione di Paolo Tosi, dopo aver ascoltato le quali dovranno rispondere per iscritto ad alcune domande), un po' di lettura ("Pasta per due" dell'Alma, con il compito di fare una lista di nuove parole da imparare).

Per finire, un'osservazione: pensavo di inserire il compito sulla nostra pagina in rete dopo Capodanno, ma oggi ho ricevuto un messaggio dai miei studenti nel quale si dicevano pronti ad affrontare subito il compito per le vacanze! :) Sono più stanca io di loro che non loro di me...

понедельник, 20 декабря 2010 г.

Risultati della prova scritta inverno 2010


Devo dire che i risultati della prova scritta non mi hanno stupita per niente. I risultati erano perfettamente prevedibili in base alla performance generale dei singoli studenti.

Cf. la media del secondo modulo:

Così in un gruppo di 11 persone abbiamo 6 studenti bravissimi (altamente motivati e molto studiosi), di tre con una grande dote per le lingue, 3 che oscillano sull'orlo della sufficienza (una per ora supera il limite, gli altri due sono molto vicini e per loro tutto dipenderà dalla parte orale che avrà luogo mercoledì prossimo); 3 studenti che purtroppo non ce la fanno e probabilmente saranno costretti ad andare via (di nuovo, la loro unica speranza è la prova orale; però non hanno consegnato tutti i temi necessari per la preparazione...)

E' dunque un gruppo che dispone di un grande potenziale di crescita e secondo me potrebbe diventare uno dei migliori gruppo della sezione italiana.

Nella prova scritta i tipici errori dei più bravi sono:
- la concordanza del pronome riflessivo con la persona del verbo modale nelle frasi come: devi levarti, dobbiamo alzarci, devo lavarmi, dobbiamo cercare di addormentarci;
-
la reggenza del verbo aiutare qd a fare qc;
-
la differenza tra i verbi levarsi/spogliarsi, mettersi/vestirsi.
Il primo errore è piuttosto mio nel senso che non ho dedicato abbastanza tempo a spiegare questo tipo di concordanza; i secondi due sono causati dall'interferenza del russo.

Per quanto riguarda il nostro lavoro quotidiano, posso constatare che alla lezione successiva alla spiegazione del participio passato dei verbi irregolari la maggior parte degli studenti li sapevano già a memoria.

Inoltre abbiamo terminato la lettura del secondo libricino (il primo è stato "Dolomiti" dell'Alma, il secondo invece "Traffico in centro", dell'Edilingua); come lavoro di controllo gli studenti hanno fatto dei riassunti per iscritto (a mo' di summary, come gli viene insegnato alle lezioni d'inglese). Il primo, lo avevano riassunto oralmente al discorso indiretto (certamente solo al presente indicativo).

суббота, 4 декабря 2010 г.

Le cose che abbiamo fatto - Prova semestrale

Da settembre a dicembre abbiamo fatto quindi:

- nomi e aggettivi: singolare, plurale, maschile, femminile, con alcuni casi particolari;
- numerali cardinali e ordinali, frazioni;
- presente indicativo di verbi regolari ed irregolari, con tutte le particolarità; i verbi riflessivi;
- pronomi: personali tonici e atoni, pronomi possessivi;
- gli interrogativi;
- l'imperativo del voi e del noi e alcune forme dell'imperativo del tu;
- discorso indiretto al presente;

- (tema 1) gli studi a scuola e all'università, l'organizzazione dell'anno accademico, le materie, la descrizione dell'università e delle aule, la caratteristica dei professori ecc.;
- (tema 2) i rapporti in famiglia;
- (tema 3) la giornata di lavoro;
- data, giorni della settimana, stagioni, ora.

Per la prossima lezione (lunedì 6 dicembre - 4 ore) è prevista la prova della fine semestre (2 ore) che anticipiamo di 2,5 settimane perché con un gruppo così forte abbiamo già finito tutto quello che dovevamo fare prima delle vacanze d'inverno; così alla 3 e 4 ora prima guarderemo un po' di video del Progetto italiano (unità 2 e 3) per rilassarci, poi darò ad alcuni la possibilità di raccontarmi quello che devono (qualcuno un tema, qualcuno il del libro che abbiamo letto), poi discuteremo il secondo libro che hanno letto da soli. Poi se avrò tempo, oppure alla lezione successiva e cioè mercoledì, comincerò a spiegare la teoria del passato prossimo cui dedicheremo le due settimane successive, poi le vacanze (avranno un compito per fissare le strutture del passato prossimo) e ancora una settimana dopo le vacanze, per accertarci che l'abbiamo imparato bene e che possiamo andare avanti con altri temi. Il tema lessicale sarà "Festa di compleanno" (o qualsiasi altra festa raccontata al passato).

Alla prova di lunedì gli studenti dovranno tradurre 20 frasi dal russo all'italiano comprendenti sia il lessico attivo che le strutture grammaticali studiate in questi due mesi; poi finire liberamente 5 frasi e infine rispondere a 3 domande che hanno a che fare con i 3 temi studiati.

La questione del curriculum

Sono nata come insegnante autonoma, senza curricula prescritti... e continuo ad esserlo anche se adesso formalmente dovrei avere dei vincoli più seri dalla parte dell'Istituzione.

La spiegazione è semplice: nella prima università in cui ho insegnato per 5 anni, un'università molto nota, anche se con un livello di insegnamento di bassissimo livello oramai, non c'era né un curriculum stabilito né un collega che mi potesse spiegare cosa e come dovevo fare. Ho quindi sperimentato tanto! Poveri studenti :) sono consapevole di aver commesso un sacco di errori perché non avevo mai studiato didattica (sono interprete di mestiere, insegnante di vocazione) e perché non avevo mai avuto esperienza con ragazzi di quest'età; però diciamo che la discussione della loro tesi di laurea fatta in due lingue (italiano e russo, ovviamente) non è stata niente male. Un altro discorso è che sono stata fortunata con loro perché erano miti e obbedienti, non obiettavano se gli proponevo qualcosa di nuovo e/o di difficile, non dicevano mai niente ai nostri capi. Erano complici miei, e la ricerca del Metodo è stato il nostro progetto in comune. Devo anche aggiungere che avevano 2-3 anni meno di me... insomma eravamo già amici in quegli anni, e adesso ancora di più! Alla nostra ultima lezione gli ho anche chiesto perdono per tutti i miei errori, dopodiché abbiamo festeggiato insieme la fine di questo nostro strano percorso.

Quindi fin da subito mi sono trovata in una situazione da una parte abbastanza difficile perché non sapevo da dove cominciare, dall'altra parte molto proficua per la mia ricerca personale e per l'arricchimento delle mie capacità "sul campo della battaglia".

Da un anno e mezzo invece lavoro con mio padre. Non avevo mai voluto farlo per evitare quei discorsi spiacevoli che di solito si fanno in questi casi: figliola del padre, una ragazza che non vale niente ecc. ecc. Però alla fine mi sono trovata molto con i nuovi colleghi perché nelle cose di base sono simile al padre, ma in altre sono anche molto diversa (almeno credo).

Per il momento abbiamo un curriculum centrato sulla grammatica e sul lessico (nessun approccio comunicativo, niente giochi e divertimenti per gli studenti; testi a memoria invece e tanti tantissimi esercizi strutturali e traduzioni dal russo all'italiano). E' un programma basato su un manuale russo degli anni '70, "sempre verde" perché, secondo gli italianisti più seri e rispettati, in Russia non hanno ancora scritto un manuale migliore. Non siamo invece pronti ad accettare come base un manuale stampato in Italia perché il metodo è del tutto diverso e secondo noi difficilmente può portare ad una padronanza di lingua a livello professionale alla fine del percorso quadriennale che prevede anche lo studio del linguaggio settoriale economico e del linguaggio specifico del giornalismo politico.

I nostri studenti fanno 4 anni di prima lingua, con 8 ore settimanali; c'è un sistema modulare; il percorso invece si articola in aspetti: italiano generale (8 ore al 1o anno, 6 al 2o, 4 al 3o e 4o); linguaggio della stampa politica (2 ore al 2o anno), linguaggio settoriale economico (4 ore al 3o e al 4o anno). Sostanzialmente in 4 anni si riesce a far imparare grammatica essenziale compreso tutto il congiuntivo e le forme impersonali; gli studenti dovrebbero raggiungere in italiano il livello C1 (se non C2), così come in inglese.

Il curriculum quindi esiste, però sono libera a scegliere i materiali supplementari che mi piacciono al punto che ho introdotto anche un secondo manuale come obbligatorio per tutto il primo anno, Nuovo Progetto italiano 1. Le altre integrazioni che facciamo sono un po' di Extensive reading reso possibile dalla varietà di letture facili stampate dalle case italiane negli ultimi anni, un po' di ascolto con un vecchissimo corso (non so neanche come s'intitola) che parla della famiglia di Paolo Tosi, un po' di video del Progetto, e tanto video autentico al 2o anno per insegnare non solo il linguaggio giornalistico scritto ma anche quello parlato. Così i ragazzi si divertono, la loro motivazione già forte "si nutre", e certamente imparano meglio. Senza trascurare il nostro caro manuale di base, s'intende.

Profilo del mio gruppo preferito :)

Per il momento la mia classe preferita è il gruppo 116.

Profilo del gruppo:
  • 1o anno dell'università (17-19 anni);
  • lingue straniere obbligatori: italiano prima lingua, tutti principianti da settembre 2010, inglese seconda lingua upper-intermediate;
  • sono tutti diplomati da scuole buone (licei/ginnasi/scuole specializzate in inglese), quasi tutti hanno studiato una seconda lingua, il tedesco o il francese;
  • molti hanno avuto voti altissimi per il test d'ingresso di lingua inglese; di solito se uno è bravo in una lingua straniera, è bravo anche in un'altra, soprattutto se parliamo di lingue della stessa famiglia;
  • è un gruppo misto di due indirizzi: economia internazionale e relazioni internazionali (al livello principiante però non è tanto importante, sarà più importante al 2o, 3o e 4o anno);
  • i ragazzi sono altamente motivati perché sono quasi tutti di regioni diverse della Russia, hanno sempre voluto iscriversi alla nostra università perché è la più prestigiosa nel settore e dà ottime opportunità di lavoro e di carriera; sono quasi tutti figli di imprenditori che dopo la laurea continueranno il business di famiglia oppure ragazzi bravi di famiglie povere che vorrebbero trasferirsi definitivamente a Mosca per lavorare in grandi aziende e garantire ai genitori una vita più agiata per la loro vecchiaia;
  • quasi tutti hanno scelto l'italiano coscientemente (potevano scegliere tra 9 lingue europee e asiatiche);
  • i rapporti all'interno del gruppo si sono stabiliti velocemente, c'è una leader che coordina il gruppo e gestisce la pagina del gruppo nella rete sociale VKontakte;
  • sono tutti utenti esperti del computer e dell'internet e non hanno problemi con i compiti online;
  • in estate vorrebbero andare in Italia a migliorare l'italiano;
  • come personalità sono aperti, abituati alla ricerca autonoma, studiosi, disposti a lavorare tanto, non hanno problemi a scrivere molte pagine o imparare dei lunghi testi a memoria.
Oggi che siamo quasi alla fine del primo semestre, posso constatare che di 11 ragazzi 6 stanno andando benissimo: 3 ragazzi potrebbero avere un 9 o un 10 come voto finale del primo semetre; 3 ragazzi un 7 o un 8 (8-10 ottimo, 6-7 buono, 4-5 sufficiente, 0-3 insufficiente). Tre si oscillano dall'insufficienza alla sufficienza probabilmente per ragione della loro pigrizia, sullo sfondo di una maggioranza troppo forte. Due ragazzi (gli unici due moscoviti) non vanno bene neanche in inglese e quindi probabilmente dopo la sessione d'inverno non potranno più continuare i loro studi.

Lavoriamo in stretto contatto con i loro professori d'inglese: sia per quanto riguarda il General English sia per quanto riguarda il Business English (loro tutti studiano l'inglese da almeno 10 anni). Poiché i nostri pareri sono assolutamente simili (tranne che su una ragazza che in italiano è più forte che non in inglese perché la sua prima lingua a scuola è stato il francese), facciamo anche una "politica unitaria" per ripulire il gruppo da coloro che non ce la fanno e favorire invece il performance dei migliori. Questa politica ovviamente non dipende da noi ma dall'impostazione dell'università che è un'università rivolta al mercato quindi anche le regole sono quelle del mercato. Non è per niente umanistico-affettivo il nostro approccio perché è centrato sulla corsa al sapere, sulla sana rivalità e sulla competizione. Fermo restando che i rapporti all'interno del gruppo sono amichevoli e i ragazzi cercano di aiutare i più deboli.